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Piano Strategico

1.1 Lo scenario di riferimento strategico

I mari sono una risorsa ricca e spesso sottostimata di crescita, e la UE sollecita gli Stati a attivare una politica marittima integrata1 con lo scopo di coordinare le politiche relative ai diversi settori del mare. La crescita dell’economia del mare (Blue Growth) costituisce “un'opportunità che l'Europa non può tardare a cogliere” per creare nuova occupazione, sostenere la competitività di sistema e rafforzare la coesione sociale, e all’interno della programmazione 2014-2020 di ricerca e sviluppo è tradotta in specifici strumenti di intervento.
Questo approccio è inoltre in piena sintonia con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare l’Obiettivo n. 14 (SDG 14) “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. L’UE, infine, per far fronte alla frammentazione dei settori del mare e al loro approccio concorrente nell’uso della risorsa mare, da anni sta stimolando la nascita di politiche di bacino (p.e., strategia EUSAIR, BLUEMED) e la creazione di cluster che siano soggetti aggregatori e centri di eccellenza per l’attività economica, per la ricerca e per l’innovazione. In questo quadro, l’Italia ha posizioni di eccellenza e grandi potenzialità di crescita (si veda il Quarto Rapporto sull’economia del mare (2015) di Unioncamere e dal V Rapporto sull’economia del mare (2015) del CENSIS, che mettono in luce la necessità di rafforzare le maglie strutturali del sistema attraverso il consolidamento delle aggregazioni territoriali e la creazione di una community nazionale.

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